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Le differenze tra
pallanuoto e nuoto
Mea culpa ? Quando mai ... Solo e sempre : signorsì ! E da domani tutto nel dimenticatoio
10/08/2012 - Paolo Rossi*

La pallanuoto maschile italiana aveva raggiunto, ai Mondiali di Roma 2009, il punto più basso della propria storia: fu undicesimo, il Settebello. Sandro Campagna, che il presidente Barelli s’era lasciato sfuggire nel 2003 (accettò l’offerta della Grecia) e poi ha dovuto riprendere, ha rifondato la squadra. Certo, qualche oriundo ha dovuto accettarlo come compromesso personale, ma non si può avere tutto dalla vita. Ad ogni modo, comunque vada in semifinale contro la Serbia (speriamo bene, ovviamente), la sua pianificazione è sotto gli occhi di tutti. Di una professionalità esemplare. D’altronde Campagna è stato campione olimpico.

Ed è questa la grande differenza con il nuoto. Non so se ci avete fatto caso, ma nessuno – nel nuoto – ha detto le magiche parole. Nessuno si è assunto le responsabilità dello sfascio. Parliamo del nuoto in piscina, e non mi si venga a dire che il bronzo della Grimaldi (oggi ha incassato i complimenti di Barelli, a Roma 2009 venne rampognata per aver indossato il costume dell’azienda non sponsor…), e magari quello di Cleri (in bocca al lupo, amico mio) domani, salvi capra e cavoli. Dei cugini poveri del fondo, a quelli della piscina, non è mai importato un fico secco. Al massimo, indifferenza.

Capito dunque il problema? Si sono alternati ai microfoni dei media, Marco Bonifazi e Cesare Butini (che, purtroppo, non hanno mai vinto le Olimpiadi), ma nessuno ha avuto la sincerità di dire “Abbiamo fatto schifo”. Solo giri di parole. In realtà c’è stato un tecnico che mi ha detto: “Onestamente i ragazzi sono stati tutti davvero troppo brutti per credere che sia stato vero”. E allora la domanda è: ma che aria si respirava in quella nazionale? E, anche qui, non mi si venga a dire che è stato Magnini ad avvelenare il clima. Avrà contribuito, ma non è stato la causa scatenante della figuraccia.

Il punto è, per quello che mi risulta, che nulla è cambiato. I massimi dirigenti del nuoto hanno cominciato ad approcciare la pianificazione della prossima stagione come se nulla fosse accaduto. Nulla di grave. “Mandiamo Scozzoli a Verona”, “La Pellegrini che fa?” sono le frasi che si rincorrono in questi giorni post olimpici.

D’alltronde come si dice: passa la notte, tutti si dimenticano e si ricomincia come nulla fosse. La ricostruzione può aspettare un altro flop olimpico. Gli uomini, i tecnici, resteranno gli stessi. Proprio quelli che, per pararsi dalle critiche, si sono lamentati preventivamente – mandando perfino delle mail - di non poter lavorare serenamente perchè ci sono in giro giornalisti cattivoni che non aspettano altro che di attaccarli. Come disse Totò: ma mi faccia il piacere.
(*dal blog Sporthouse di Repubblica.it)

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